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fuoco_sacro · FUOCO SACRO il pensiero esoterico

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  • Category: Gnosticism
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#30095 From: <soleada75@...>
Date: Tue Nov 2, 2004 7:39 pm
Subject: Re: La mia impressione sullo Gnosticismo
soleada75@...
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Buonasera Filippo,

La suddivisione fra gnosticismo e neognosticismo mi appare corretta, non
fosse altro per il diversio reportorio tonale delle due realtà. Mi sembra
che lo stesso Cesnur abbia colto tale distinzione, e sicuramente i
ritrovamenti del 1945 hanno gettato nuova luce su tale fenomeno.

Perchè così tanto tempo è trascorso fra il loro ritrovamento, e la
divulgazione ? Si è parlato anche di congiura....

Vi è spazio oggi per una comunità gnostica, che si ispiri agli
insegnamenti passati ?

Soleada

#30096 From: "Servizio Edicola" <servizioedicola@...>
Date: Tue Nov 2, 2004 7:59 pm
Subject: ARCHEOLOGIA & MISTERI
servizioedicola@...
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L’Assessorato alla Cultura del Comune di Spirano



presenta


“ARCHEOLOGIA

& MISTERI”

UN CICLO DI CONFERENZE SUI MISTERI DELL’ANTICO EGITTO

(E NON SOLO…)







Prima serata (venerdì 5 novembre)
  “Egitto magico: Il Papiro Westcar e le camere segrete del tempio di Toth”


Seconda serata (venerdì 12 novembre)
  “Viaggio in Egitto e interrogativi ancora insoluti”


Terza serata (venerdì 19 novembre)
“Le piramidi italiane di Montevecchia (Lecco)”


Quarta serata (venerdì 26 novembre)
“Piramidi egizie e mesoamericane”






Tutti gli incontri si terranno alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare del
Comune


INGRESSO LIBERO





Per informazioni: Biblioteca di Spirano – Via Misericordia 1 – Tel:
035876645 – Fax: 0354878980

E-mail: bibliospirano@... - URL: www.sbi.areadalmine.bg.it




PROGRAMMA DELLE SERATE








Venerdì 5/11/2004 - ore 21

“Egitto magico: il Papiro Westcar e le camere segrete del Tempio di Toth”



Relatore prof. Marco E.Chioffi (Milano), Archeologo ed Egittologo esperto di
scrittura geroglifica e relatore internazionale, il quale  illustrerà il
brano del papiro Westcar nel quale si cita il "numero delle camere segrete
del santuario di Thot" e spiegherà come leggere la scrittura geroglifica.





  Venerdì 12/11/2004 - ore 21:

“Viaggio in Egitto: interrogativi ancora insoluti”



Relatrice Marisa Uberti (Spirano), libera ricercatrice e appassionata da
molti anni di Misteri archeologici.  Dai suoi “appunti di viaggio” in terra
Egiziana proporrà riflessioni sulle teorie “non ufficiali”, quelle che si
trovano sulla cosiddetta “linea di confine”. Dal  Museo Egizio del Cairo ad
Abu Simbel, un viaggio affascinante ponendosi vari  interrogativi.





Venerdì 19/11/2004 - ore 21:

“Le Piramidi Italiane di Montevecchia (Lecco)”



Relatore architetto Vincenzo di Gregorio (Montevecchia - Lecco). Allargherà
le nostre idee sulle piramidi oltre la terra del Nilo. Negli ultimi decenni,
infatti, ci si è resi conto che si trovano piramidi in tutto il mondo, dalle
più note in America Centrale alle semisconosciute piramidi cinesi e russe.
Studi da parte di appassionati hanno portato ad individuare anche in Italia
un gruppo di tre piramidi che presentano inquietanti similitudini col più
noto gruppo egiziano della piana di Giza. Sono le cosiddette PIRAMIDI DI
MONTEVECCHIA, in provincia di Lecco, di cui si sono occupate varie riviste
di settore e importanti trasmissioni televisive.





Venerdì 26/11/2004 - ore 21:

“Piramidi Egizie e Mesoamericane”



Relatori i componenti del gruppo di ricerca HWH22 (Pavia). Proporranno
interessanti correlazioni tra le Piramidi Egiziane e quelle costruite dai
popoli Precolombiani dell’America Centrale. Perché la piramide e non un’altra
forma geometrica? Cosa c’è di vero nelle moderne teorie sull’energia delle
Piramidi? Le enigmatiche conoscenze delle antiche civiltà precolombiane
continuano ad affascinare studiosi e appassionati. Perché i Maya erano
ossessionati dallo scorrere del tempo? Qual’era il loro concetto in merito?
Forse nelle loro “Profezie” si nasconde una risposta…


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#30097 From: "lvx120" <lvx120@...>
Date: Tue Nov 2, 2004 9:58 pm
Subject: Libri di Cabala - Era = FuocoSacro Una domanda sulla Cabbala
lvx120
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Ritengo anche io molto utile, se non indispensabile, il Sefer
Yetzirà con il commentario di Shabbatai Donnolo. Inoltre dello
Yetzirah esiste anche una versione con testo ebraico a fronte.

Credo sia il caso di leggere anche il libro di Scholem  "I
segreti della Creazione", che è la traduzione del capitolo
dello Zohar
che tratta della Genesi ovvero della Storia della Creazione.

Di Moshè Idel sono buona lettura "Meditazione Ebraica" e
"Cabalisti Notturni", rivolta ad alcuni aspetti
dell'attività onirica.

Per un certo tipo di pratica cabalistica può risultare
interessante "Meditazione sull'Albero della Cabala" di
Massimo  Mantovani.

Può essere indicativo anche "Gli Angeli", sempre di
Mantovani, che tratta dello Shemamphoresh e che propone un certo tipo
di utilizzo pratico, che ognuno può accettare o meno.

Chi abbia voglia di innovazione può cimentarsi con il libro
"Anatomia del Corpo di Dio" di frater Achad. E' il caso
di ribadire
che bisogna aver davvero voglia di guardare la Cabala da altre
prospettive e punti di vista per comprare questo libro e non aver poi
la sensazione di aver speso male i propri soldi.
Spero di esser stato utile.

In LVX

LVX - 120


>
>   ***************
>
>
>   Del sepher yetzirah esistono sia in italiano che il altre lingue
moderne
> diverse edizioni egualmente buone, ultimamente poi ho visto su
Morasha che
> una casa editrice ebraica italiana ha ripubblicato una vecchissima
> traduzione del Yetzirah con il commento del  cabbalista italiano
Shabbattai
> Donnolo. Non vorrei sbagliarmi, cosa molto probabile, ma il Donnolo
mi pare
> avesse a che fare con la comunità ebraica pugliese. Molto bello
e da
> accompagnare al Yetzirah è il <<Commento alle dieci sephiroth>>
di
Menachmen
> Recanati che è vissuto in Italia e <<Le centrotrentotto porte
della
> sapienza>> di Mosheh Chayym Luzzatto nato a Padova.
>
>   ......................................................
>

#30098 From: "omjoi" <omjoi@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 8:12 am
Subject: Consapevolezza
omjoi
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--- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, <soleada75@h...> wrote:

> Credo che anche nel dramma ilare, non volermene, della tua
>esperienza
> saprai ricavarne utili suggerimenti.
Certo. Questo paziente pubblico e' abituato a leggere i miei drammi
ilari dai quali ho sempre ricavato utili suggerimenti, anzi proprio da
questi direi, dai successi ricavo soddisfazioni ma poco alto.
Abbiamo tutti imparato a camminare cadendo se non sbaglio =;-)

> Parlando con amici, abbiamo concordato che forse è proprio la
> consapevolezza la vera qualità dell'esoterista, e non tanto
>l'erudizione,
> investiture, ordini e orpelli vari...
Che esoterismo non sia erudizione, investiture e orpelli ormai
sara' chiaro a tutti in questo nobile consesso. Molti eruditi
ed esoteristi col mantello si sono avvicendati ed e' bastato
che il birichino di turno tirasse loro un bussolotto con
la cerbottana per vedere i sussiegosi studiosi scomporsi
e assumere atteggiamenti scimmieschi. I birbanti sono diventati
cosi' abili che il gioco sta diventando quasi noioso.
Proiezione, immedesimazione, "io e mio", sono diventati
meccanismi cosi' evidenti che ormai si sente l'odore di
biancheria sporca perfino se ricoperta di spessi paramenti
ricamati.

Consapevolezza dici, ma come ottenerla visto che nemmeno
l'attenzione e' sufficiente? Anzi proprio mentre si presta
maggiore attenzione, proprio in quel momento la nebbia
cala sugli occhi. Maggiore distacco? Piu' tempo in meditazione?
Piu' in profondita' con l'introspezione?

> Per tua attenzione ( :-) ) adesso è tornata l'ora legale..
Ah, ecco si' grazie, ma dove sono esattamente? =;-)

Ciao,
omjoi

#30099 From: "Filippo G." <lachimera70@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 8:48 am
Subject: Re: FuocoSacro Consapevolezza
lachimera70@...
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Pax Pleroma Omjoi,

Forse la tal cosa potrà strapparti un sorriso ( di disperazione o di ironia
spetta a te ). Ricordo che parlando con un mio fratello in gioventù dedito alla
magia salomonica, mi confidava che quando durante una giornata officiava in
un'ora magica diversa a quella del reggente giornaliero; la prima invocazione
precedente l'apertura del cerchio magico era rivolta a tale reggente...

Cordialmente

Filippo

[Non-text portions of this message have been removed]

#30100 From: "Servizio Edicola" <servizioedicola@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 7:40 am
Subject: pensiero del 03/11/2004
servizioedicola@...
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"Ogni giorno desiderate le migliori cose per la vostra evoluzione, per il
bene dei vostri amici e del mondo intero, e vi chiedete cosa dovete fare
affinché quei desideri si realizzano. Vi darò un metodo: scriveteli su un
pezzo di carta che affiderete all'Angelo del fuoco. Il fuoco è un messaggero
tra il visibile e l'invisibile, e dal momento in cui quei biglietti sono
bruciati, le entità in alto cominciano a prenderne conoscenza, a studiarli
per vedere come possono soddisfarli. Certamente non ci si deve attendere che
quelle richieste si realizzino dall'oggi al domani. Ma se siete pazienti, se
continuate a impegnarvi, a lavorare nel senso delle richieste che avete
espresso, un giorno le vedrete realizzare, poiché dove c'è la partecipazione
del fuoco ci sono sempre dei risultati."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

#30101 From: "Cyllenius" <cyllenius2005@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 12:17 pm
Subject: Re: FuocoSacro Uno o due vasi (Cyllenius)
cyllenius2005
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----- Original Message -----
From: <soleada75@...>
To: <fuoco_sacro@yahoogroups.com>
Sent: Tuesday, November 02, 2004 8:29 PM
Subject: FuocoSacro Uno o due vasi (Cyllenius)


>
>
> Buonasera Cyllenius,
>
> Non vorrei averti frainteso, ma in buona sostanza sostieni che la via a
> due vasi è impraticabile a causa delle mutate condizioni sociali e
> culturali ?
>
> Oppure perchè energeticamente pericolosa ?
>
> Soleada

E' solo una mia personale "inflessione", ma non credo alla possibilità di
acquisire la liberazione esasperando la forza che vi si contrappone, tanto
all'interno di noi stessi quanto all'esterno e negli altri. La donna,
nell'epoca in cui viviamo, si è fortemente emancipata dal ruolo che le
attribuiva la cultura antica, quella stessa che si è espressa nelle pratiche
sessuali del tantrismo e del taoismo. Un esempio, di cui si è discorso
giorni fa in lista, è la richiesta femminile di entrare a pari diritto con
l'uomo nella celebrazione dei riti sacri, non solo nel cattolicesimo, ma si
potrebbero fare molti altri esempi, al di fuori del contesto religioso,
circa il femminismo che pervade la nostra cultura. Ergo, l'idea di "usare"
una o più donne, che dovrebbero peraltro essere appositamente preparate
anch'esse a tali pratiche ed essere "dotate" in più sensi, trova un'evidente
ostacolo nella cultura e nelle leggi occidentali, oltre che nella pratica
stessa. Perché in quest'ultima, chiaramente, alla donna viene chiesto un
comportamento attraverso il quale se l'uomo si libera, essa si catena ancora
di più. Per "liberazione" si intende l'affrancamento da ogni sorta di
manifestazione materiale che viene concepita sempre di natura femminile. Per
ottenerla bisogna conoscere la natura femminile della manifestazione, ed il
Tantra la ipostatizza nella partner femminile, che la deve dunque incarnare
in tutto, quasi fosse la dea stessa della natura e dell'amore, Afrodite in
persona. Se dunque il maschio si eleva, la femmina nel Tantra si abbassa, si
cala ancor più nella materia, per cui si allontana dal suo scopo, la
liberazione, non restandole altro che la speranza di rinascere maschio per
ottenerla. Il Tantra non è femminista, mentre la nostra società sì, e
comportamenti troppo libertini non mancano di suscitare reazioni individuali
e sociali che vanno a produrre nuovo karma in danno del praticante.
Francamente non vedo come sia possibile uscire dalle sabbie mobili
toccandone il fondo. Nel "Pimandro" è scritto: "E chi è dotato del Nous
riconosca la propria immortalità, riconosca nell'eros la causa della morte,
e conosca tutto ciò che esiste". Anche in astrologia l'eros viene associato
alla morte ed agli inferi nel segno dello Scorpione che domina appunto gli
organi genitali, attraverso i quali passano molte malattie mortali o
gravemente pregiudizievoli per la salute, mentre invece nelle scuole di yoga
tradizionale il voto di bramacharin, cioè di astinenza sessuale, è parte
integrante ed imprescindibile della sadana.
Certo è pur sempre questione di punti di vista, di predisposizioni
individuali, di circostanze personali e sociali.

Cyllenius

#30102 From: "Curioso Dilettante" <curioso.dilettante@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 1:32 pm
Subject: Re: Libri di Cabala
curioso_dile...
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Sempre in tema di autori che propongono una visione personale,
suggerisco Eliphas Levi, di cui ho letto a suo tempo Il Dogma
dell'Alta Magia ed Il Rituale dell'Alta Magia.
Penso sia utile anche la lettura delle Lettere al Barone Spedalieri:
http://www.ordinemartinista.it/subpage17.htm
spero di essere stato utile.
Fraternamente

Alessio

ELIPHAS LEVI:

LETTERE AL BARONE SPEDALIERI
ovvero
LA KABBALA IN 10 LEZIONI



----------------------------------------------------------------------
----------

LEZIONE PRIMA


Signore e Fratello,

Io posso darvi questo titolo, perché voi cercate la verità nella
sincerità del vostro cuore, e per trovarla siete pronto a fare
sacrifici.

La verità, essendo l'essenza stessa di quello che è, non è difficile
a trovarsi: essa è in noi e noi siamo in lei. Essa è come la luce, e
i ciechi non la vedono.

L'Essere è. Questo è incontestabile ed assoluto. L'idea esatta
dell'Essere è verità; la conoscenza di esso è scienza; la sua
espressione ideale è la ragione; la sua attività è la creazione e la
giustizia.

Voi vorreste credere, dite. Per questo, basta saper amare la verità.
Perché la vera fede è l'adesione incrollabile dello spirito alle
necessarie deduzioni della scienza nell'infinito congetturale.

Soltanto le scienze occulte danno la certezza, perché esse hanno come
base la realtà e non le fantasticherie.

Esse fanno distinguere in ogni simbolo religioso la realtà dalla
menzogna. La verità è la stessa dovunque, e la menzogna varia secondo
i luoghi, i tempi e le persone.

Queste scienze sono in numero di tre: la Kabbala, la Magia e
l'Ermetismo.

La Kabbala, o scienza tradizionale degli Ebrei, potrebbe essere
definita il sistema matematico del pensiero umano. È l'algebra della
fede. Essa risolve tutti i problemi dell'anima come delle equazioni,
chiarendo le incognite. Essa da alle idee la pulizia e la rigorosa
esattezza dei numeri; i suoi risultati sono per lo spirito
l'infallibilità (relativa, tuttavia, alla sfera delle conoscenze
umane) e la pace profonda per il cuore.

La Magia, o scienza dei magi, ha avuto come rappresentanti,
nell'antichità i discepoli e forse i maestri di Zoroastro. E la
conoscenza delle leggi segrete e particolari della natura che
producono le forze nascoste, le attrazioni, sia naturali che
artificiali, che possono esistere anche al di fuori del mondo
metallico. In una parola, e per usare un'espressione moderna, è la
scienza del magnetismo universale.

L'Ermetismo è la scienza della natura celata nei geroglifici e nei
simboli del mondo antico. È la ricerca del principio vitale, con il
sogno (per coloro che non sono ancora arrivati) del compimento della
Grande Opera, la riproduzione, da parte dell'uomo, del fuoco naturale
e divino che crea e rigenera gli esseri.

Ecco, Signore, le cose che voi desiderate studiare.

La sfera di esse è immensa, ma i loro principi sono così semplici da
essere rappresentati e contenuti nei segni dei numeri e delle lettere
dell'alfabeto.
"È una fatica di Ercole che assomiglia ad un gioco da bambini" dicono
i maestri della santa scienza.

Le disposizioni per riuscire in questo studio sono una grande
rettitudine di giudizio e una grande libertà di spirito. È necessario
liberarsi da ogni pregiudizio e da ogni idea preconcetta, ed è per
questo che il Cristo ha detto: "Se non vi presenterete con la
semplicità del fanciullo, non entrerete nel Malkuth, cioè nel regno
della scienza.

Noi cominceremo con la Kabbala, della quale eccovi la suddivisione:
Berechith, Gematria e Lemurah.



Tutto vostro nella santa scienza

ELIPHAS LEVI


* * *


LEZIONE SECONDA


Quello che ci si deve proporre studiando la Kabbala, è di arrivare
alla pace profonda con la tranquillità dello spirito e la pace del
cuore.

La tranquillità dello spirito è un effetto della certezza; la pace
del cuore deriva dalla pazienza e dalla fede.

Senza la fede, la scienza conduce al dubbio; senza la scienza, la
fede porta alla superstizione. Tutt'e due riunite danno la certezza,
e per riunirle non bisogna mai confonderle. L'oggetto della fede è
l'ipotesi, e diventa una certezza quando l'ipotesi è necessitata
dall'evidenza o dalle dimostrazioni della scienza.

La scienza constata dei fatti. Dalla ripetizione dei fatti, essa
congettura le leggi. La maggioranza dei fatti in presenza di quella o
quell'altra forza dimostra Resistenza delle leggi. Le leggi
intelligenti sono necessariamente volute e dirette dall'intelligenza.
L'unità nelle leggi fa supporre l'unità dell'intelligenza legislativa.

Questa intelligenza che noi siamo costretti a supporre secondo le
opere manifeste, ma che ci è impossibile definire, è quella che noi
chiamiamo Dio!

Voi ricevete la mia lettera, ed ecco un fatto evidente: riconoscete
la mia scrittura e i miei pensieri, e ne concludete che sono
certamente io che ve l'ho scritta. È una ipotesi ragionevole, ma
l'ipotesi necessaria è che qualcuno ha scritto questa lettera. Essa
potrebbe essere contraffatta, ma voi non avete alcuna ragione per
supporlo. Se lo supponete gratuitamente, formulate una ipotesi molto
incerta. Se pretendete che la lettera scritta sia caduta dal cielo,
formulate una ipotesi assurda.

Eccovi dunque, secondo il metodo cabalistico, come si forma la
certezza:



Evidenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . certezza

Dimostrazione scientifica . . . . . . . . . . certezza

Ipotesi necessaria . . . . . . . . . . . . . . . certezza

Ipotesi ragionevole . . . . . . . . . . . . . . probabilità

Ipotesi incerta . . . . . . . . . . . . . . . . . . dubbio

Ipotesi assurda . . . . . . . . . . . . . . . . . errore



Non allontanandosi da questo metodo, lo spirito acquisisce una vera
infallibilità, poiché afferma quello che sa, crede quello che deve
necessariamente supporre, ammette le supposizioni ragionevoli,
esamina le supposizioni dubbie e respinge le supposizioni assurde.

Tutta la Kabbala è contenuta in quelle che i maestri chiamano le
trentadue vie e le cinquanta porte.

Le trentadue vie sono trentadue idee assolute e reali, legate ai
segni dei dieci numeri dell'aritmetica e alle ventidue lettere
dell'alfabeto ebraico. Eccovi queste idee:


NUMERI


1 - Potenza suprema

2 - Saggezza assoluta

3 - Intelligenza infinita

4 - Bontà

5 - Giustizia o rigore

6 - Bellezza

7 - Vittoria

8 - Eternità

9 - Fecondità

10 - Realtà



LETTERE



Aleph - Padre

Beth - Madre

Ghimel - Natura

Daleth - Autorità

He - Religione

Vau - Libertà

Dzain - Proprietà

Cheth - Ripartizione

Theth - Prudenza

Iod - Ordine

Caph - Forza

Lamed - Sacrificio

Mem - Morte

Nun - Reversibilità

Samech - Essere Universale

Gnain - Equilibrio

Phé - Immortalità

Tsade - Ombra e riflesso

Koph - Luce

Resch - Riconoscenza

Shin - Potenza totale

Thau - Sintesi



* * *



LEZIONE TERZA


Nella lezione precedente, ho parlato soltanto delle trentadue vie;
più tardi indicherò le cinquanta porte.

Le idee espresse per mezzo dei numeri e delle lettere sono realtà
incontestabili. Queste idee si collegano e concordano come i numeri
medesimi. Si procede logicamente dall'uno all'altro. L'uomo è figlio
della donna, ma la donna esce dall'uomo come il numero dall'unità. La
donna chiarisce la natura, la natura rivela l'autorità, crea la
religione che serve di base alla libertà e che rende l'uomo maestro
di se stesso e dell'universo, eccetera. Procuratevi un mazzo di
tarocchi (ma credo che ne abbiate uno) e disponetelo in due serie di
dieci carte allegoriche numerate da uno a ventuno. Vedrete tutte le
figure che chiariscono le lettere. Quanto ai numeri da uno a dieci,
vi troverete la spiegazione, ripetuta quattro volte, con i simboli
del bastone, o scettro del padre, la coppa delle delizie della madre,
la spada, o le lotte dell'amore, e i denari, o fecondità. I Tarocchi
sono nel libro geroglifico delle trentadue vie, e la loro spiegazione
sommaria si trova nel libro attribuito al patriarca Abramo che si
chiama Sepher Jézirah.

Il sapiente Court de Gebelin per primo intuì l'importanza dei
Tarocchi che sono la grande chiave dei geroglifici ieratici. Se ne
ritrovano i simboli e i numeri nelle profezie di Ezechiele e di San
Giovanni. La Bibbia è un libro ispirato, ma i Tarocchi sono il libro
ispiratore. Si è anche chiamata rota la ruota, da cui tarot e Torà.
Gli antichi Rosa+Croce li conoscevano, e il marchese di Suchet ne
parla nel suo libro sugli illuminati.

È da questo libro che sono derivati i nostri mazzi di carte. Le carte
spagnole portano ancora i principali segni dei tarocchi primitivi, e
ci si serve di essi per giocare al gioco del Phombre, cioè dell'uomo,
reminiscenza vaga dell'uso primitivo di un libro misterioso
contenente le tappe regolatrici di tutte le divinità umane.

Gli antichissimi tarocchi erano delle medaglie delle quali, in
seguito, si sono fatti dei talismani. Le clavicole, o piccole chiavi
di Salomone, consistono in trentasei talismani che recano sessantadue
sigilli analoghi alle figure geroglifiche dei tarocchi. Queste
figure, alterate dai copisti, si ritrovano ancora nelle antiche
clavicole manoscritte che si trovano nelle biblioteche. Esiste uno di
questi manoscritti nella Biblioteca Nazionale e un altro nella
Biblioteca dell'Arsenale. I soli manoscritti autentici delle
clavicole sono quelli che contengono la serie dei trentasei talismani
con i trentasei nomi misteriosi; gli altri, per quanto antichi siano,
appartengono alla fantasia della magia nera e non contengono che
mistificazioni.

Vedete, per la spiegazione dei Tarocchi, il mio "Dogma e rituale
dell'alta magia.".



Tutto vostro nella santa scienza

ELIPHAS LEVI


* * *


LEZIONE QUARTA


Signore e Fratello,

Bereschith vuoi dire "genesi", Mercavah significa "carro", con
allusione alle ruote ed agli animali misteriosi di Ezechiele.

La Bereschith e la Mercavah riassumono la scienza di Dio e del mondo.

Io dico "scienza di Dio" e tuttavia ci è infinitamente sconosciuto.
La sua natura sfugge totalmente alle nostre ricerche. Principio
assoluto del l'essere e degli esseri non si può confondere con gli
effetti che esso produce e si può dire, proprio affermando la sua
esistenza, che esso non è nè l'essere nè un essere. Colui che
confonde la ragione senza smarrirla e ci allontana per sempre da ogni
idolatria.

Dio è il solo postulatum assoluto di ogni scienza, l'ipotesi
assolutamente necessaria che costituisce la base di ogni certezza, ed
ecco come i nostri antichi maestri hanno stabilito sulla scienza
stessa questa ipotesi sicura della fede: l'Essere è. Nell'Essere è la
vita. La vita si manifesta con il movimento. Il movimento si perpetua
con l'equilibrio delle forze. L'armonia risulta dall'analogia dei
contrari. C'è, nella natura, legge immutabile e progresso indefinito.
Mutamento perpetuo nelle forme, indistruttibilità della sostanza,
ecco quello che si trova osservando il mondo fisico.

La metafisica vi presenta delle leggi e dei fatti analoghi sia di
ordine intellettuale che morale, il vero, immutabile da una parte,
dall'altra la fantasia e la finzione. Da una parte il bene che è il
vero, dall'altra il male che è il falso, e da questi conflitti
apparenti scaturiscono il giudizio e la virtù. La virtù si compone di
bontà e giustizia. Buona, la virtù è indulgente. Giusta, è rigorosa.
Buona perché è giusta, e giusta perché è buona, essa appare bella.

Questa grande armonia del mondo fisico e del mondo morale, non
potendo avere una causa superiore a se stessa, ci rivela e ci
dimostra l'esistenza di una saggezza immutabile, principio e leggi
eterne, e di una intelligenza creatrice infinitamente attiva. Su
questa saggezza e su questa intelligenza, inseparabili l'una
dall'altra, riposa questa potenza suprema che gli Ebrei chiamano la
corona. La corona e non il re, perché l'idea di un re implicherebbe
quella di un idolo. La potenza suprema è, per i cabbalisti, la corona
dell'universo e la creazione tutta è il reame della corona o, se
preferite, il dominio della corona.

Nessuno può dare quello che non ha, e noi possiamo ammettere
virtualmente nella causa quello che si manifesta negli effetti.

Dio è dunque la potenza o la corona suprema (keter) che riposa sulla
saggezza immutabile (cho-chmah) e l'intelligenza creatrice (binah);
in lui sono la bontà (chesed) e la giustizia (geburah) che sono
l'ideale della bellezza (tiphereth). In lui sono i movimenti sempre
vittoriosi (netzah) e il grande riposo eterno (hod). Il suo volere è
un continuo generare (jesod) e il suo reame (malchuth) è l'immensità
che popola gli universi.

Fermiamoci qui: noi conosciamo Dio!



Tutto vostro nella santa scienza

ELIPHAS LEVI


* * *


LEZIONE QUINTA


Signore e Fratello,

Questa conoscenza razionale della divinità, articolata sulle dieci
cifre di cui sono composti tutti i numeri, vi fornisce tutto il
metodo della filosofia kabbalistica. Questo metodo si compone di
trenta-due mezzi o strumenti di conoscenza che sono chiamati le
trentadue vie e di cinquanta argomenti ai quali la scienza su può
applicare e che sono chiamati le cinquanta porte.

La scienza sintetica universale è anche considerata come un tempio al
quale conducono trentadue sentieri e nel quale si entra per cinquanta
porte.

Questo sistema numerale che si potrebbe anche chiamare decimale,
perché il numero dieci ne è la base, stabilisce, attraverso le
analogie, una classificazione esatta di tutte le conoscenze umane.
Niente è più ingegnoso, ma niente, altresì è più logico ne più esatto.

Questo numero dieci applicato alle nozioni assolute dell'essere
nell'ordine divino, nell'ordine metafisico e nell'ordine naturale, si
ripete così tre volte e da trenta per i mezzi di analisi: aggiungete
la sillepsi e la sintesi che comincia col proporsi allo spirito e
quella del compendio universale, ed avrete le trentadue vie.

Le cinquanta porte sono una classificazione di tutti gli esseri in
cinque serie di dieci ciascuna, che abbraccia tutte le conoscenze
possibili e irraggia su tutta l'enciclopedia.

Ma non è abbastanza aver trovato un metodo matematico esatto; è
necessario, per essere perfetto, che questo metodo sia
progressivamente rivelatore, cioè che ci dia il modo di trarre
esattamente tutte le deduzioni possibili per ottenere delle
conoscenze nuove e di sviluppare lo spirito senza lasciare nulla al
capriccio dell'immaginazione.

È quanto si ottiene tramite la Gematria e la Lemurah che sono le
matematiche delle idee. La Kabbala ha la sua geometria ideale, la sua
algebra filosofica e la sua trigonometria analogica. È così che essa
forza in qualche maniera la natura a rivelarle i suoi segreti.

Acquisite queste conoscenze, si passa alle ultime rivelazioni della
Kabbala trascendentale, e si studia nella schemah-phorasch la fonte e
la ragione di tutti i dogmi.

Ecco, Signore ed amico, quello che si tratta di imparare. Vedete se
non vi spaventa: le mie lettere sono brevi, ma sono dei riassunti
molto concisi e che dicono molto in poche parole. Ho lasciato passare
un intervallo di tempo molto lungo tra le mie prime cinque lezioni
per lasciarvi il tempo di riflettervi, ma posso scrivervi più spesso,
se lo desiderate.

Credetemi, Signore, il vostro devotissimo nella santa scienza,
ardentemente desideroso di esservi utile.

ELIPHAS LEVI


* * *


LEZIONE SESTA


Signore e Fratello,

La Bibbia da all'uomo due nomi. Il primo è Adamo, che significa
tratto dalla terra, o l'uomo di terra; il secondo è Enos o Enoch, che
significa uomo divino o elevato fino a Dio. Secondo il genesi, è Enos
che per primo rivolge omaggi pubblici al principio degli esseri, e
questo Enos, lo stesso che Enoch, fu, si dice, elevato ancora vivo al
cielo dopo aver inciso sulle due pietre che sono dette le colonne di
Enoch gli elementi primitivi della religione e della scienza
universale.

Questo Enoch non è un personaggio, è una personificazione
dell'umanità innalzata al sentimento dell'immortalità dalla religione
e dalla scienza. All'epoca indicata con il nome di Enos o Enoch, il
culto di Dio compare sulla terra e il sacerdozio ha inizio. Comincia
allora anche la civilizzazione, con la scrittura e i movimenti
ieratici.

Il genio civilizzatore che gli Ebrei identificano con Enoch, gli
Egizi l'hanno chiamato Trismegisto, e i 4 Greci Kadmos o Cadmus,
colui che, agli accordi della lira di Amfìone, vide elevarsi e
collocarsi da sole le pietre viventi di Tebe.

Il libro sacro primitivo, il libro che Postel chiama la genesi di
Enoch è la fonte primitiva della kabbala o tradizione, ora divina ed
umana, ora religiosa. Là ci appare in tutta la sua semplicità la
rivelazione dell'intelligenza suprema alla ragione ed all'amore
dell'uomo, la legge etèrna che regola la espansione infinita, i
numeri nell'espansione infinita, i numeri nell'immensità e
l'immensità nei numeri, la poesia nelle matematiche e le matematiche
nella poesia. Chi crederebbe che il libro ispiratore di tutte le
teorie e di tutti i simboli religiosi ci sia stato conservato e sia
pervenuto fino a noi sotto forma di un gioco composto di carte
bizzarre? Ciononostante, nulla è più evidente, e Court de Gobelin,
seguito poi da tutti coloro che hanno studiato seriamente il
simbolismo di queste carte, è stato, nell'ultimo secolo, il primo a
scoprirlo.

L'alfabeto e i dieci segni dei numeri, ecco certamente ciò che di più
elementare vi è nelle scienze. Aggiungetevi i segni dei quattro punti
cardinali del cielo e delle quattro stagioni, ed avete il libro di
Enoch completo. Ma ogni segno rappresenta una idea assoluta o, se
volete, essenziale.

La forma di ogni cifra e di ogni lettera ha la sua ragione matematica
e la sua significazione geroglifica. Le idee, inseparabili dai
numeri, seguono, sommandosi o dividendosi o moltiplicandosi, e così
via, i movimenti dei numeri e ne acquisiscono l'esattezza. Il libro
di Enoch è infine l'aritmetica del pensiero.


Tutto vostro nella santa scienza.

ELIPHAS LEVI


* * *


LEZIONE SETTIMA


Signore e Fratello,

Court de Gobelin ha visto nelle ventidue chiavi dei Tarocchi la
rappresentazione dei misteri egizi e ne attribuisce l'invenzione ad
Ermete, o Mercurio Trismegisto, che è stato anche chiamato Thaut o
Thot. È certo che i geroglifici dei Tarocchi si ritrovano sugli
antichi monumenti dell'Egitto; è certo che i segni di questo libro,
tracciati in complessi sinottici su stele o su lastre di metallo
simili alla tavola isiaca del Bembo, erano riprodotti separatamente
su pietre incise o su medaglie che, più tardi, sarebbero divenuti
amuleti e talismani.

Si separavano così le pagine del libro infinito nelle sue diverse
combinazioni, per riunirle, trasportarle e disporle in un modo sempre
nuovo, per ottenere gli oracoli inesauribili della verità

Io posseggo uno di questi talismani antichi che mi è stato portato
dall'Egitto da un viaggiatore amico mio. Esso rappresenta il binario
dei Cicli, o, volgarmente il due di denari. È l'espressione figurata
della grande legge di polarizzazione e di equilibrio, che produce
l'armonia attraverso l'analogia dei contrari: ecco come questo
simbolo è rappresentato nei Tarocchi che possediamo noi e che si
vedono ancora ai giorni nostri. La medaglia che ho io è un po'
consunta, grande più o meno come un pezzo da cinque franchi
d'argento, ma più spessa. I due cicli di polarizzazione vi sono
rappresentati esattamente come nel nostro tarocco italiano, un fiore
di loto con una aureola o un nimbo.

La corrente astrale che separa ed attira allo stesso tempo i due
fuochi polari è rappresentata nel nostro talismano egizio dal becco
Mendes collocato tra le vipere analoghe ai serpenti del caduceo. Sul
rovescio della medaglia, si vede un adepto, o un sacerdote egizio,
che, sostituitesi a Mendes tra i due cicli dell'equilibrio
universale, conduce in una strada alberata il becco divenuto docile
come un animale comune, sotto la bacchetta dell'uomo imitatore di Dio.

I dieci segni dei numeri, le ventidue lettere dell'alfabeto e i
quattro segni astronomici delle stagioni sono il sommario e la
sintesi di tutta la kabbala.

Ventidue lettere e dieci numeri danno le trentadue vie del Sepher
Jetzirah; quattro danno la mercavah e la schémhamphorash.

È semplice come un gioco da bambini, e complicato come i più ardui
problemi delle matematiche pure.

È primitivo e profondo come la verità e come la natura.

Questi quattro segni elementari ed astronomici sono le quattro forme
della sfinge e i quattro animali di Ezechiele e di San Giovanni.


Tutto vostro nella santa scienza.

ELIPHAS LEVI


* * *


LEZIONE OTTAVA


Signore e Fratello,

La scienza della Kabbala rende impossibile il dubbio in materia di
religione, perché è la sola che concilia la ragione con la fede,
mostrando che il dogma universale, diversamente formulato ma,
fondamentalmente, sempre e dovunque lo stesso, è l'espressione più
pura delle aspirazioni dello spirito umano rischiarato da una fede
necessaria. Essa fa comprendere l'utilità delle pratiche religiose
che, attirando l'attenzione, fortificano la volontà, e getta una luce
superiore ugualmente su tutti i culti. Essa prova che il più efficace
di tutti questi culti è quello che, con segni efficaci, ravvicina, in
qualche modo, la divinità all'uomo, glie la fa vedere, toccare, e in
qualche modo lo fa incorporarsela. È sufficiente dire che si tratta
della religione cattolica.

Questa religione, così come appare al volgo, è la più assurda di
tutte, perché tra tutte è quella rivelata meglio; ed uso questo
termine nel suo senso reale, rivelare, cioè tornare a velare, velare
di nuovo. Voi sapete che, nel Vangelo, si dice che alla morte del
Cristo il velo si squarciò per intero, e tutto il travaglio dogmatico
della Chiesa attraverso i tempi è stato quello di tessere e ricamare
un nuovo velo.

È vero che gli stessi capi del santuario, per averne voluto essere i
principi, hanno perduto, dopo tanto tempo, le chiavi dell'alta
iniziazione. Cosa che non impedisce alla lettera del dogma di essere
sacra, ed ai sacramenti di essere efficaci. Io ho stabilito nelle mie
opere che il culto cristiano cattolico è l'alta magia organizzata e
regolarizzata con il simbolismo e la gerarchia. È un insieme di aiuti
offerti alla debolezza umana per rafforzare la sua volontà nel bene.

Niente è stato trascurato, ne il tempio misterioso e ombroso, ne
l'incenso che calma ed esalta allo stesso tempo, ne i canti
prolungati e monotoni che cullano il cervello in un
semisonnambulismo. Il dogma, le cui formule oscure sembrano la
disperazione della ragione, serve da barriera alla petulanza di una
critica inesperta e indiscreta. Esse si mostrano impenetrabili per
meglio rappresentare l'infinito. Lo stesso ufficio, celebrato in una
lingua che la massa del popolo non capisce, amplia così il pensiero
di colui che prega e gli fa trovare nella preghiera tutto quello che
è in rapporto con i bisogni del suo spirito e del suo cuore. Ecco
perché la religione cattolica assomiglia a quella sfinge della
leggenda che succede a se stessa di secolo in secolo e rinasce sempre
dalle sue ceneri, e questo grande mistero della fede è semplicemente
un mistero della natura.

Sembrerebbe l'enunciazione di un paradosso enorme se si dicesse che
la religione cattolica è la sola che può giustamente essere chiamata
naturale, eppure questo è vero, poiché essa sola soddisfa pienamente
quel bisogno naturale dell'uomo che è il senso religioso.


Tutto vostro nella santa scienza

ELIPHAS LEVI


* * *


LEZIONE NONA


Signore e Fratello,

Se il dogma cristiano-cattolico è interamente kabbalistico,
altrettanto si deve dire di quelli dei grandi santuari del mondo
antico. La leggenda di Chrisna, quale la riporta la Baghavadam, è un
vero e-vangelo, paragonabile ai nostri, ma più ingenuo e più
brillante. Le incarnazioni di Vichnou sono in numero di dieci come le
Sephiroth della kabbala e costituiscono una rivelazione in certo qual
modo più completa della nostra. Osiride ucciso da Tifone, e poi
resuscitato da Iside, è Cristo rinnegato dagli Ebrei e poi onorato
nella persona di sua madre. La Tebaide è una grande epopea religiosa
che deve essere affiancata al grande simbolo di Prometeo. Antigone è
un tipo della donna divina altrettanto puro quanto quello di Maria.
Dovunque, il bene trionfa grazie al sacrificio volontario, dopo aver
subito per un certo tempo gli assalti disordinati della forza del
fato. Anche i riti sono simbolici e si trasmettono da una religione
all'altra. Le tiare, le mitre, le cotte appartengono a tutte le
grandi religioni. Poi, si conclude che tutte sono false. La verità è
che la religione è una, come la umanità, come questa progressiva, e
che rimane sempre la stessa, pur trasformandosi sempre.

Se presso gli Egizi Gesù Cristo si chiama Osiride, presso gli
Scandinavi Osiride si chiama Balder. Egli viene ucciso dal lupo
Joris, ma Woda, o Odino lo richiama alla vita, e le stesse Walkirie
gli versano l'idromele nel Walhalla. Gli scaldi, i druidi, i bardi
cantano la morte e la resurrezione di Terenis, o Teteno,
distribuiscono ai loro fedeli il vischio sacro, come noi il bosso
benedetto alle feste del solstizio d'estate e tributano un culto alla
verginità ispirata delle sacerdotesse dell'isola della Senna.

Noi possiamo dunque, in tutta coscienza e con piena ragione,
adempiere ai doveri che ci impone la nostra religione materna. Le
pratiche sono degli atti collettivi e ripetuti, con una intenzione
diretta e perseverante. Ora, atti simili sono sempre utili da
praticarsi, e, fortificando la volontà della quale essi sono la
ginnastica, ci fanno arrivare alla meta spirituale che vogliamo
raggiungere. Le pratiche ma-giche e i passi magnetici non hanno
diverso scopo, e danno risultati analoghi a quelli delle pratiche
religiose, ma più imperfetti.

Quanti uomini non hanno l'energia di fare quello che vorrebbero e
quello che dovrebbero fare? Eppure ci sono, e assai numerose, delle
donne che si dedicano senza scoraggiarsi ai lavori, così ripugnanti e
così faticosi, dell'infermiera e dell'insegnante! Dove trovano tanta
forza? Nelle piccole pratiche ripetute. Esse dicono ogni giorno il
loro ufficio e il loro rosario e, in ginocchio, recitano l'orazione e
fanno l'esame di coscienza.


Tutto vostro nella scienza

ELIPHAS LEVI


* * *


LEZIONE DECIMA


Signore e Fratello,

La religione non è una schiavitù imposta allo uomo, ma un aiuto che
gli è offerto. Le caste sacerdotali hanno cercato da sempre di
sfruttare, vendere e trasformare questo aiuto in un giogo
insopportabile, e l'opera evangelica di Gesù aveva lo scopo di
separare la religione dal prete, o almeno di rimettere il prete al
suo posto di ministro, o servitore della religione, rendendo alla
coscienza dell'uomo tutta la sua libertà e la sua ragione. Vedete la
parabola del buon Samaritano e questi testi preziosi: la legge è
fatta per l'uomo, e non lo uomo per la legge. Maledetti voi che
legate ed imponete sulle spalle degli altri fardelli che voi non
vorreste toccare neanche con la punta di un dito (e così via). La
Chiesa ufficiale si dichiara infallibile nell'Apocalisse che è la
chiave kabbalistica degli evangeli, e c'è sempre stata nel
Cristianesimo una chiesa occulta o gioannita che, pur rispettando la
necessità della Chiesa ufficiale, conservava del dogma una
interpretazione tutta diversa da quella che si da al volgo.

I templari, i rosa+croce, i framassoni di alti gradi hanno fatto
parte tutti, prima della Rivoluzione Francese, di questa Chiesa della
quale Martinez de Pasquallis, Saint-Martin e la stessa M.me Krudemer
sono stati gli apostoli dell'ultimo secolo.

Il carattere distintivo di questa scuola è di evitare la pubblicità e
di non costituirsi mai in setta dissidente. Il conte Joseph de
Maistre, questo cattolico così radicale, era, più di quanto non si
creda, simpatico alla società dei Martinisti, ed annunciava una
prossima rigenerazione del dogma,grazie a lumi che emaneranno dai
santuari dell'occultismo.

Esistono ancora oggi dei preti ferventi che sono iniziati alla
dottrina antica, e, tra gli altri, c'è un vescovo, morto da poco, che
mi aveva fatto chiedere delle informazioni cabalistiche. I discepoli
di Saint Martin si facevano chiamare i filosofi sconosciuti, e quelli
di un maestro moderno, assai fortunati perché sono ancora ignorati,
non hanno bisogno di prendere alcun nome, perché il mondo non suppone
neppure la loro esistenza. Gesù ha detto che il lievito deve essere
nascosto al fondo del vaso che contiene la pasta, per agire giorno e
notte in silenzio, fino a che la fermentazione abbia impregnato poco
a poco tutto il rimpasto che deve diventare pane.

Un iniziato può, dunque, con semplicità e sincerità, praticare la
religione nella quale è nato, perché tutti i riti rappresentano in
modo diverso un solo e stesso dogma, ma non deve aprire il fondo
della sua coscienza che a Dio, e non deve rendere conto a nessuno
delle sue credenze più intime. Il prete non saprebbe giudicare di
quello che lo stesso Papa non comprende. I segni esteriori
dell'iniziato sono la scienza con modestia, la filantropia senza
clamore, l'equilibrio di carattere e la bontà più inalterabile.


Tutto vostro nella santa scienza

ELIPHAS LEVI

#30103 From: "omjoi" <omjoi@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 2:54 pm
Subject: Re: Uno o due vasi (Cyllenius)
omjoi
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Un mio vecchio istruttore di scherma diceva che un sacco di
danni hanno fatto i film di Zorro e dei tre moschettieri.
Il ragazzetto vedeva i film, emulava gli eroi impugnando
un manico di scopa o la spadina di plastica e pensava di essere
diventato schermidore. In realta' aveva solo mischiato realta'
a fantasia acquisendo cosi' posture difficili da eliminare poi
con la pratica.
Allo stesso modo a mio avviso, la lettura di testi sacri e la
frequentazione di eruditi porta a confondere cio' che e' sacro con
cio' che e' profano, spingendo ad applicare al mondo cio' che e'
proprio della salita al cielo.

--- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, "Cyllenius" <cyllenius2005@y...>
wrote:

> E' solo una mia personale "inflessione", ma non credo alla
>possibilità di
> acquisire la liberazione esasperando la forza che vi si
>contrappone, tanto
> all'interno di noi stessi quanto all'esterno e negli altri.
Esasperando?! E' la prima volta che sento questo termine attribuito
al riconoscimento della propria parte femminile. Mangiare assieme
alla fiorentina un contorno di verdure esaspera forse la nostra parte
vegetariana?!

>La donna,
> nell'epoca in cui viviamo, si è fortemente emancipata dal ruolo che
>le
> attribuiva la cultura antica, quella stessa che si è espressa nelle
>pratiche
> sessuali del tantrismo e del taoismo. Un esempio, di cui si è
>discorso
> giorni fa in lista, è la richiesta femminile di entrare a pari
>diritto con
> l'uomo nella celebrazione dei riti sacri, non solo nel
>cattolicesimo,
> ma si
> potrebbero fare molti altri esempi, al di fuori del contesto
>religioso,
> circa il femminismo che pervade la nostra cultura.
Chiaro esempio di mischiaticcio fra il mondo e cio' che non e' del
mondo.
Infatti anche con la questione del sacerdozio femminile e' apparso
chiaro che l'esigenza di accedere al sacerdozio ha base di tipo
psicologico-sociale.
Appunto, esempi fuori del contesto religioso, anzi oserei dire fuori
del contesto della ricerca spirituale, ma e' questo il punto,
cyllenius:perche' dobbiamo cambiare contesto se il contesto e' quello
esoterico?
Cosi' come hai fatto col tema del perdono anche con questo argomento
ti barcameni, indeciso se parlare delle cose di Cesare o del Padre e
per non sbagliare parli di entrambe.

> Per
> ottenerla bisogna conoscere la natura femminile della
>manifestazione, ed il
> Tantra la ipostatizza nella partner femminile,
Ipostatizza?! Non sono un esperto di tantra, ma non credo proprio che
il tantra ipostatizzi nulla. Sicuro di non confonderti con
l'approccio di qualche nostro sinistro amico? =;-)
Nell'unione sacra si uniscono shiva e la shakti, il dio e la dea.
Quando mai una dea viene ipostatizzata?! Non sarebbe piu' una dea.


>Se dunque il maschio si eleva, la femmina nel Tantra si abbassa, si
> cala ancor più nella materia, per cui si allontana dal suo scopo,
>la
> liberazione, non restandole altro che la speranza di rinascere
>maschio per
> ottenerla.
Sono basito.

>Il Tantra non è femminista, mentre la nostra società sì,
Sono ancora piu' basito.
La nostra societa' e' femminista?!
La nostra societa' ha stravolto il significato del sacro e tra le
tante cose ha stravolto il significato del sesso. Poiche' le donne
vogliono seguire i comportamenti maschili, anche i piu' degeneri
significa che sono affrancate femministe?
E' questo che vedi come ostacolo per la pratica a due vasi?

> Certo è pur sempre questione di punti di vista, di predisposizioni
> individuali, di circostanze personali e sociali.
Vero, verissimo e' questione di punti di vista e io sinceramente
non riesco ad afferrare il tuo, talmente e' intrecciato.
Parliamo di esoterismo, di sociologia o parliamo di sociologia usando
terminologia esoterica?

Ciao,
omjoi

#30104 From: "Curioso Dilettante" <curioso.dilettante@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 5:17 pm
Subject: Via Cardiaca e via teurgica (Filippo e tutti)
curioso_dile...
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--- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, "Curioso Dilettante"
<curioso.dilettante@i...> wrote:
> ELIPHAS LEVI:
>
> LETTERE AL BARONE SPEDALIERI
> ovvero
> LA KABBALA IN 10 LEZIONI
> LEZIONE PRIMA
>
>
> Signore e Fratello,
>
> Io posso darvi questo titolo, perché voi cercate la verità nella
> sincerità del vostro cuore, e per trovarla siete pronto a fare
> sacrifici.
>
> La verità, essendo l'essenza stessa di quello che è, non è
> difficile a trovarsi: essa è in noi e noi siamo in lei. Essa è come
> la luce, e i ciechi non la vedono.


Mi fermo qui, ma possiamo andare avanti insieme.
Ravvedo gli elementi qualificanti della Via Cardiaca, per come mi
sembra sia descritta anche nel "Ecce Homo" di L.C. de S.Martin.
Operativamente sono ancora lontano dal comprenderla, dato il sì breve
tratto di strada percorsa, e perciò chiedo maggior lumi: mi
piacerebbe conoscere i vostri punti di vista.
Un abbraccio

Alessio

#30105 From: "Filippo G." <lachimera70@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 5:58 pm
Subject: Re: La mia impressione sullo Gnosticismo
lachimera70@...
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>
>
> Buonasera Filippo,
>
> La suddivisione fra gnosticismo e neognosticismo mi appare corretta, non
> fosse altro per il diversio reportorio tonale delle due realtà. Mi sembra
> che lo stesso Cesnur abbia colto tale distinzione, e sicuramente i
> ritrovamenti del 1945 hanno gettato nuova luce su tale fenomeno.

Pax Pleroma Soleada,

Più che corretta è logica conseguenza della mancanza di informazione, di
approfondimenti storici-culturali-religiosi, che hanno caratterizzato la
nascita del movimento esoterico moderno in Occidente. Non dico che
necessariamente vi fosse malafede, ma sicuramente deve far riflettere una
certa incongruenza di fonda, fra quanto si vorrebbe rappresentare, e quanto
in realtà siamo capaci di offrire, o siamo portatori.


> Perchè così tanto tempo è trascorso fra il loro ritrovamento, e la
> divulgazione ? Si è parlato anche di congiura....

Non credo che sia corretto formulare tale ipotesi. Tale ritrovamento è
avvenuto in un periodo storico quale l'immeditato dopoguerra, in luoghi
caratterizzati da forti tensioni indipendentiste. La proprietà contesa e
dibattuta su tali manoscritto, le tensioni internazionali, e la difficoltà
di studio, causata spesso dalle cattive condizioni, hanno determinato i
ritardi... a cui accennavi.

> Vi è spazio oggi per una comunità gnostica, che si ispiri agli
> insegnamenti passati ?
>
  In massima parte le comunità gnostiche assumevano forma orizzontale, e se a
questo aggiungiamo che la via gnostica è una via prettamente individuale,
slegata da orpelli e da riconoscimenti esteriori, possiamo comprendere come
sia aliena alla cultura dell'uomo iniziatico occidentale.

Cordialmente

Filippo

#30106 From: "luca aresti" <lucabusiness@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 10:50 am
Subject: Curiosita'
lucaok76
Send Email Send Email
 
Chi sa fare magia senza far niente???

Alzares

#30107 From: "Filippo G." <lachimera70@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 6:07 pm
Subject: Re: FuocoSacro Uno o due vasi ??
lachimera70@...
Send Email Send Email
 
Pax Pleroma Soleada,

La via realizzativa a due vasi, non è mai una via realizzativa di coppia, ma
bensì attraverso la coppia. Nessuno, neppure un compagno o una compagna,
potrà mai fare il lavoro dell'altro, ma potrà sicuramente esserne
specchio....

E lo specchio ben sappiamo che è il miglior Maestro..

Cordialmente

Filippo

----- Original Message -----
From: <soleada75@...>
To: <fuoco_sacro@yahoogroups.com>
Sent: Tuesday, November 02, 2004 8:30 PM
Subject: FuocoSacro Uno o due vasi ??

#30108 From: "Filippo G." <lachimera70@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 6:10 pm
Subject: Re: FuocoSacro Via Cardiaca e via teurgica (Filippo e tutti)
lachimera70@...
Send Email Send Email
 
Pax Pleroma Alessio,

Perdonami non ho ben compreso la tua domanda... Se essa è rivolta alla
constatazione che anche in Levi vi era propensione verso la via cardiaca, oppure
su cosa è e su come si estrinseca la via cardiaca...

Cordialmente

Filippo
   ----- Original Message -----
   From: Curioso Dilettante
   To: fuoco_sacro@yahoogroups.com
   Sent: Wednesday, November 03, 2004 6:17 PM
   Subject: FuocoSacro Via Cardiaca e via teurgica (Filippo e tutti)



   --- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, "Curioso Dilettante"
   <curioso.dilettante@i...> wrote:
   > ELIPHAS LEVI:
   >
   > LETTERE AL BARONE SPEDALIERI
   > ovvero
   > LA KABBALA IN 10 LEZIONI
   > LEZIONE PRIMA
   >
   >
   > Signore e Fratello,
   >
   > Io posso darvi questo titolo, perché voi cercate la verità nella
   > sincerità del vostro cuore, e per trovarla siete pronto a fare
   > sacrifici.
   >
   > La verità, essendo l'essenza stessa di quello che è, non è
   > difficile a trovarsi: essa è in noi e noi siamo in lei. Essa è come
   > la luce, e i ciechi non la vedono.


   Mi fermo qui, ma possiamo andare avanti insieme.
   Ravvedo gli elementi qualificanti della Via Cardiaca, per come mi
   sembra sia descritta anche nel "Ecce Homo" di L.C. de S.Martin.
   Operativamente sono ancora lontano dal comprenderla, dato il sì breve
   tratto di strada percorsa, e perciò chiedo maggior lumi: mi
   piacerebbe conoscere i vostri punti di vista.
   Un abbraccio

   Alessio





   Fuoco Sacro, il penserio esoterico

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   post: fuoco_sacro@yahoogroups.com


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#30109 From: <soleada75@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 7:33 pm
Subject: Re: Consapevolezza
soleada75@...
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Buonasera Fabio,

Scrivi:<<Consapevolezza dici, ma come ottenerla visto che nemmeno
l'attenzione e' sufficiente? Anzi proprio mentre si presta maggiore
attenzione, proprio in quel momento la nebbia cala sugli occhi. Maggiore
distacco? Piu' tempo in meditazione? Piu' in profondita' con
l'introspezione?>>

Io cerco di ricordarmi di me in ogni occasione, di prestare attenzione a
quello che mangio, bevo, ascolto.... Anche se devo ammettere, che è più
facile a dirsi che a farsi, alle volte mi "addormento" e mi risveglio dopo
ore, completamente rapita dai miei pensieri, e dal mormorio della mia
mente.... Come un gioco, non trovi ?

Ciao

Soleada

#30110 From: <soleada75@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 7:29 pm
Subject: Teurgica e Cardiaca
soleada75@...
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Buonasera Lista,

Sono anche io interessata alle differenze fra la via cardiaca e quella
teurgica... E vorrei porre una domanda...

I gradi conseguiti all'interno di un Ordine esoterico, a cosa
effettivamente corrispondono??????????


Grazie per l'attenzione

Soleada

#30111 From: "piero" <pietro.mancuso@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 7:39 pm
Subject: Bibliografia Qabbalistica.
chidrupini
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----- Original Message -----
   From: lvx120
   To: fuoco_sacro@yahoogroups.com
   Sent: Tuesday, November 02, 2004 10:58 PM
   Subject: Libri di Cabala - Era = FuocoSacro Una domanda sulla Cabbala




   Ritengo anche io molto utile, se non indispensabile, il Sefer
   Yetzirà con il commentario di Shabbatai Donnolo. Inoltre dello
   Yetzirah esiste anche una versione con testo ebraico a fronte.
   ************

   L'Atanor nel 1980 ha dato alla luce una edizione del Sefer Yetzirah tradotta
da Eliahu Shadmi e presentata dal rabbino Alberto Piattelli. Questa edizione ha
a fronte una edizione del testo in ebraico. Puetroppo a volte risulta
scarsamente leggibile a causa della scarsa definizione con cui è stato stampato
che porta a confondere fra loro alcune lettere. La traduzione poi, per delle
scelte del traduttore, a volte è un pò ostica.
   Il pregio è la letteralità e la corrispondenza a specchio fra ebraico ed
italiano.

   Esiste anche <<i sette santuari>> della Tea che da un saggio della letteratura
degli hecaloth o <<Palazzi>> della più antica mistica del trono. Il testo
proposto è tratto dall'antologia <<Otzar Midrashim>>, <<Libreria di 200
midrashim minori, due volumi in ebraico, di Eisenstein reperibile con estrema
facilità sul sito Hebrewbooks. Cito la raccoltà perchè il Masseket atziluth 
(trattato sull'emanazione, dell'antologia curata dal Busi segue in parte questa
edizione, anche un'altro testo della raccolta del Busi è incluso in questa
raccolta il midrash konen ... Quindi si tratta di una raccoltà molto importante
di testi della qabbalah e non solo in lingua originale facilmente reperibile.
Esiste anche un grande deposito virtuale di testi in ebraico che è seforimonline
fra cui brillano Lo Shekel HaKodesh di Moses de Leon, il supposto autore dello
Zohar, Il Ginat 'gan e lo Sharei Tzadek del Gikatilla. Ultimamente sono
disponibili in rete in pdf le opere di Paulus Riccius fra cui il famosissimo
<<Portae Lucis>> che è una traduzione in latino dell'omonimo libro del
Gikatilla.

   La difficoltà di leggere questi testi per chi, come me, proviene dall'ebraico
biblico è l'assenza di punteggiatura vocalica e a volte l'uso della corsiva
rabbinica. Oltre ovviamente le peculiarità dell'aramaico in cui a volte tali
testi sono redatti.

   Esiste anche nella sezione di Fuocosacro.com una porzione del Sefer Bahir in
italiano. E in rete è anche possibile reperire una opera del Cordovero, in
inglese, il Palm tree of Deborah.

   ************
   Credo sia il caso di leggere anche il libro di Scholem  "I
   segreti della Creazione", che è la traduzione del capitolo
   dello Zohar
   che tratta della Genesi ovvero della Storia della Creazione.
   ************

   Diciamo una minuscola selezione di passaggi ... Personalmente non ho mai letto
questa opera dello Scholem, ho avuto solo occasione di scorrerla in libreria.
   ************


   Di Moshè Idel sono buona lettura "Meditazione Ebraica" e
   "Cabalisti Notturni", rivolta ad alcuni aspetti
   dell'attività onirica.
   *************

   Meditazione notturna è stata caricata nella sezione file della lista ...
dell'Idel in rete è possibile reperire, in francese, <<Methaphores et pratiques
sexuelles dans la cabale che è uno studio in relazione alla <<Lettera sulla
santità>> testo edito nell'antologia del Busi e della Loewental.
   Esiste pure dell'Idel un bel lavoro su Avraham Abufalia e le sue tecniche di
meditazione edito dalla Jaca Book.

   ****************

   Per un certo tipo di pratica cabalistica può risultare
   interessante "Meditazione sull'Albero della Cabala" di
   Massimo  Mantovani.

   Può essere indicativo anche "Gli Angeli", sempre di
   Mantovani, che tratta dello Shemamphoresh e che propone un certo tipo
   di utilizzo pratico, che ognuno può accettare o meno.
   *************

   Utilizzo pratico ...

   :-)))))))))))))))


   Questi tipi mi ricordano i vanti di alcuni uscieri che <<utilizzano per fini
pratici>> i Direttori generali a cui aprono la porta, scappellandosi, ando
escono.


   Quando incontro un angelo, su questo piano o sull'altro, mi inchino in segno
di rispetto e gli dico qualcosa del genere << Salute nobile signore, ti
ringrazio per avermi concesso il privilegio di essere sfiorato dalla tua
aurea>>.

   *********

   Chi abbia voglia di innovazione può cimentarsi con il libro
   "Anatomia del Corpo di Dio" di frater Achad. E' il caso
   di ribadire
   che bisogna aver davvero voglia di guardare la Cabala da altre
   prospettive e punti di vista per comprare questo libro e non aver poi
   la sensazione di aver speso male i propri soldi.
   Spero di esser stato utile.

   In LVX

   LVX - 120
   ***********

   Non c'è bisogno di comprarlo non so questo ma di Frate Achad, che, mi pare, è
strettamente imparentato con quella grande bestia del Crowley, in rete è
possibile reperire, in inglese, diverse pubblicazioni sui siti che hanno a che
fare con la Golden Dawn o con l'astruum argentinum.

   Personalmente butterei nel cestino tutto l'esoterismo inglese del secolo
scorso partorito dalla Golden Dawn .


   Lo dico senza acredine, anche se capisco, che chi è infatuato da questi
personaggi possa risentirsi. La deviante ingordigia sessuale  del Crowley
dovrebbero mettere sull'avviso sul fatto che molto della magia crowleyana non è
che una ritualizzazione delle sue devianze sessuali.

   Detto questo ...

   Mi sono dilungato su queste indicazioni bibliografiche perchè desidero
mostrare come esiste un mare magnum di opere sulla qabbalah che sono espressione
di altrettante scuole, qabbalisti e orientamenti spirituali che nulla hanno a
che fare con ciò che comunemente si conosce sotto tale nome.

   E' un pò, se volessimo fare un paragone, come se riducessimo la vastità e la
profondità della misteriosofia dell'antica e moderna india a quella letteratura
di quinta categoria sul tantra yoga che si trova sugli scaffali del supermarket
o in alcune edicole.

   Piero




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#30112 From: <soleada75@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 7:44 pm
Subject: Re: Uno o due vasi (Cyllenius)
soleada75@...
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Buonasera Cyllenius,

Non comprendo i motivi per cui implicitamente sostieni che la donna, nel
tantra deve avere un ruolo strumentale per l'evoluzione dell'uomo...

Io do, tu dai, io ricevo, tu ricevi..

Ciao

Soleada

#30113 From: <soleada75@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 7:49 pm
Subject: La posizione del faraone
soleada75@...
Send Email Send Email
 
Ancora buonasera lista,

Qulcuno può darmi dei ragguagli sulla "posizione del faraone" ???

Grazie

Soleada

#30114 From: "Servizio Edicola" <servizioedicola@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 7:50 pm
Subject: Cabbala su www.fuocosacro.com
servizioedicola@...
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http://www.fuocosacro.com/pagine/cabala/sommario.htm


www.fuocosacro.com


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#30115 From: "Servizio Edicola" <servizioedicola@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 7:53 pm
Subject: Gruppi Esoterici
servizioedicola@...
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http://www.esoteria.org/documenti/miscellanea/gruppiesoterici.htm


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#30116 From: "Erica" <lux.increata@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 8:19 pm
Subject: Re: Uno o due vasi (Cyllenius)
luxincreata
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Pax Soleada,
scusa l'intromissione, non mi pareva che Cyllenius sostenesse che la
donna nel tantrismo è strumentale all'evoluzione spirituale del
partner.
Questo era quello che invece sosteneva Evola, in modo nemmeno tanto
velato, facilmente deducibile dall'accostamento all'argomento da un
punto di vista esclusivamente maschile, con mille preoccupazioni
circa le caratteristiche fisiche della donna e nulla di più...
Nel tantrismo orientale, quello autentico, mi pare invece che vi sia
più considerazione per la donna, anche se a volte certe posizioni
dottrinarie tendono a vedere il femminile come il mezzo per
realizzarsi ma non lo ritengono degno di realizzazione. Una celebre
orientalista ha scritto che l'uomo talvolta tende ad usurpare e
incamerare il potere generativo a fini spirituali.
In ogni caso, il nucleo della mia domanda in lista era altro: a chi
si addice la via ad un vaso e a chi quella a due vasi? E possibile
scegliere, quali sono le indicazioni e controindicazioni?

Lux




--- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, <soleada75@h...> wrote:
>
> Buonasera Cyllenius,
>
> Non comprendo i motivi per cui implicitamente sostieni che la
donna, nel
> tantra deve avere un ruolo strumentale per l'evoluzione dell'uomo...
>
> Io do, tu dai, io ricevo, tu ricevi..
>
> Ciao
>
> Soleada

#30117 From: "Erica" <lux.increata@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 8:24 pm
Subject: visualizzazioni e lotta all'ego
luxincreata
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Pax,

non credete che possa essere efficace giungere a dare una veste
fisica ai nostri difetti, in modo tale da poterci lavorare sopra in
futuro?
In uno stato meditativo, non dovremmo essere in grado di attribuire
una forma, associare un'immagine, ai nostri agiti psichici?
se si riesce a dare forma a ciò che è informe, si può interagire
meglio, in meditazione, per annientare  i nostri difetti....

Lux Increata

#30118 From: "Erica" <lux.increata@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 8:34 pm
Subject: Re: La posizione del faraone
luxincreata
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Pax,
ho scoperto casualmente che dovrebbe essere una posizione di
meditaizone tipicamente occidentale.
non so se può essere fatta sia stando seduti che sdraiati.
so che si sta seduti, bisogna tenere collo, testa e schiena ben
eretti, tenendo le mani sulle ginocchia e le gambe lievemente
discoste.
è, appunto, la posizione in cui venivano ritratti i faraoni in molta
della statuaria ufficiale. (soprattutto in basalto nero)
Onestamente, non ne sapevo nulla.
quali saranno le altre posizioni di meditazione tipicamente
occidentali?

lux



- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, <soleada75@h...> wrote:
>
> Ancora buonasera lista,
>
> Qulcuno può darmi dei ragguagli sulla "posizione del faraone" ???
>
> Grazie
>
> Soleada

#30119 From: "Curioso Dilettante" <curioso.dilettante@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 8:58 pm
Subject: Re: La posizione del faraone
curioso_dile...
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--- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, "Erica" <lux.increata@l...> wrote:
>
> Pax,
> ho scoperto casualmente che dovrebbe essere una posizione di
> meditaizone tipicamente occidentale.
> non so se può essere fatta sia stando seduti che sdraiati.
> so che si sta seduti, bisogna tenere collo, testa e schiena ben
> eretti, tenendo le mani sulle ginocchia e le gambe lievemente
> discoste.
> è, appunto, la posizione in cui venivano ritratti i faraoni in
> molta della statuaria ufficiale. (soprattutto in basalto nero)
> Onestamente, non ne sapevo nulla.
> quali saranno le altre posizioni di meditazione tipicamente
> occidentali?
>
> lux


La posizione corretta si ha come dici tu, e sarebbe da aggiungere che
la schiena non deve essere appoggiata a spalliere, e che la coscia
dovrebbe fare angolo di 90° con il polpaccio.
Stando seduto in questa posizione, l'uomo costituisce un asse di
congiunzione tra il piano fisico e quello metafisico.
Pensiamo anche ad un'altro particolare cui hai fatto cenno: le palme
delle mani appoggiate sulle ginocchia.
Nella preghiera solitamente le palme delle mani sono rivolte al
Cielo, come se l'Uomo  fosse una coppa che deve raccogliere ciò che
da esso discende.
Le ginocchia, in preghiera, si poggiano invece sulla Terra.
Tenendo le palme delle mani sulle ginocchia si dovrebbe rendere
complanari Terra e Cielo... ciò che è in basso è come ciò che è in
alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i
miracoli della Cosa-Una... sia fatta la tua volontà come in Cielo
così in Terra...
Spero di essere stato utile.
Un abbraccio
:-)
Alessio

#30120 From: "Curioso Dilettante" <curioso.dilettante@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 9:04 pm
Subject: Iniziazioni graduali
curioso_dile...
Send Email Send Email
 
--- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, <soleada75@h...> wrote:
>
> Buonasera Lista,
> I gradi conseguiti all'interno di un Ordine esoterico, a cosa
> effettivamente corrispondono??????????
>
>
> Grazie per l'attenzione
>
> Soleada

Dovrebbero corrispondere a livelli superiori di sviluppo e di
consapevolezza.
Quanto meno, dovrebbero rappresentare livelli superiori di conoscenza
della "dottrina" a cui si accede.
Per accedere ad un grado superiore, si dovrebbe aver dimostrato (con
tutte le manifestazioni del proprio essere, quindi non solo con
l'erudizione) di aver completamente recepito l'insegnamento del grado
precedente.
Credo che i meccanismi possano differire a seconda della Scuola
Iniziatica, che necessariamente non è un Ordine.
La risposta sembra ovvia... ma forse volevi sapere qualcosa di
diverso?
:-)
Un abbraccio

Alessio

ps: perchè metti tanti punti interrogativi?
:-)

#30121 From: "Curioso Dilettante" <curioso.dilettante@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 9:08 pm
Subject: Re: FuocoSacro Via Cardiaca e via teurgica (Filippo e tutti)
curioso_dile...
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--- In fuoco_sacro@yahoogroups.com, "Filippo G." <lachimera70@h...>
wrote:
> Pax Pleroma Alessio,
>
> Perdonami non ho ben compreso la tua domanda... Se essa è rivolta
> alla constatazione che anche in Levi vi era propensione verso la
> via cardiaca, oppure su cosa è e su come si estrinseca la via
> cardiaca...
>
> Cordialmente
>
> Filippo


Hai ragione, l'avevo posta male.
Volevo osservare come dal mio punto di vista Eliphas Levi proponga un
approccio "cardiaco" invece che "teurgico" alla Kabbalah (queste
lettere al Barone Spedalieri mi sembravano esplicite al riguardo), e
chiedevo se questa mia percezione fosse condivisibile.
Grazie

Alessio

#30122 From: "Cyllenius" <cyllenius2005@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 9:21 pm
Subject: R: FuocoSacro Re: Uno o due vasi (Cyllenius)
cyllenius2005
Send Email Send Email
 
_____

Da: soleada75@... [mailto:soleada75@...]
Inviato: mercoledì 3 novembre 2004 20.44
A: fuoco_sacro@yahoogroups.com
Oggetto: FuocoSacro Re: Uno o due vasi (Cyllenius)



Buonasera Cyllenius,

Non comprendo i motivi per cui implicitamente sostieni che la donna, nel
tantra deve avere un ruolo strumentale per l'evoluzione dell'uomo...

Io do, tu dai, io ricevo, tu ricevi..

Ciao

Soleada



  Non dico che debba avere tale ruolo, ma che lo ha, cioè è un dato di fatto,
come il cerimoniale lo è per il mago, e si tratta nell'uno come nell'altro
caso, di una forma di dipendenza esteriore che deve essere prima o poi
sradicata. Il fatto che la donna venga usata come uno strumento in realtà
non ne mortifica la dignità, ma la esalta proprio in quanto tale, per
l'utilità dello strumento. Non vorrei apparire cinico come Diogene, ma
perché cercare la donna fuori quando ogni uomo ne ha una dentro, così come
ogni donna a sua volta ha in sè stessa un uomo? Se lo scopo finale è il
distacco da tutto, perché perseguirlo con la più violenta forma di
attaccamento? Chi tenta questa via dovrebbe domandarsi perché l'abbia
intrapresa, oggi che il sesso è tanto mitizzato. Forse perché è un modo di
rinunciare senza rinuncie?

Ciao.
Cyllenius






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#30123 From: "Cyllenius" <cyllenius2005@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 9:21 pm
Subject: R: FuocoSacro Re: Uno o due vasi (Cyllenius)
cyllenius2005
Send Email Send Email
 
Il tuo amico istruttore aveva ragione. C'è gente che a furia di veder film
che hanno per protagonisti dei supereroi, si è convinta che sia possibile
diventare tale conservando la pienezza della propria umanità con tutte le
sue debolezze, eccessi sessuali inclusi. Certo, quando Evola diceva che la
via tantrica era particolarmente adatta all'uomo occidentale in quest'epoca
di crollo di tutti i valori e di "pandemia del sesso", non si nascondeva le
difficoltà di una tale via che risiedono anche e non solo nel sociale, senza
perciò voler fare della socio-psicologia a buon mercato. Perché è un dato di
fatto che una liberazione acquisita mediante la via del sesso, come anche
quella ottenuta con la magia cerimoniale, si fonda sulla partecipazione di
altra/e persone al processo, creando una certa qual dipendenza, come
potrebbe essere quella di un bodybuilder che per mantenere la propria forma
fisica deve trovarsi una palestra ovunque vada. E così l'asceta del sesso
deve trovarsi una donna (per giunta non comune), o portarsene una dietro,
esattamente come farebbe un amante del fitness con una collezione di manubri
o un estensore. Una situazione questa che io trovo incompatibile con l'idea
della liberazione quale affrancamento da ogni tipo di legame, e soprattutto
quale condizione non momentanea, sempre presente a sè stessa al di là di
qualsiasi possibile circostanza interiore o esteriore. E cosa non da poco è
anche la difficoltà di trovare una donna-donna, del resto almeno pari a
quella di incontrare un uomo-uomo. L'energia che si scatena nel rapporto tra
i due sessi è legata anche alla capacità dei loro rappresentanti di
esprimerne la quint'essenza, in quanto maggiore è la polarità, più alta è
l'energia sviluppata. Nel testo cinese estratto dal libro di Van Goolik che
ho postato qualche giorno fa, non a caso si dice del tipo di donna che non è
adatta alla via tantrica, e se ci si fà attenzione, si scopre non essere
adatta la donna poco femminile, baffuta, ossuta o irsuta :-)
Chiaramente nella sua forma esteriore si vede il tipo di energia che in essa
circola e di cui il partner maschile si appropria nel coito interrotto, ed è
quindi più che naturale che, volendo conoscere la natura del femminino, una
virago non sia adatta allo scopo o addirittura perniciosa come viene detto
in quel testo. Circa le eccezioni che muovi sulle esasperazioni di cui
parlavo, davo per scontato che il concetto fosse pacifico, quanto meno in
termini alchemici. Per conoscere il femminino non si parte da una posizione
di parità con esso, come il piatto di carne col contorno di verdure di cui
parli, ma addirittura di sottomissione, che nei testi alchemici viene
paragonata ad una morte. Il maschio deve morire nella femmina per ereditare
da questa la capacità di portare a perfezione delle qualità intrinseche alla
natura ma lasciate imperfette dal processo evolutivo. Quindi l'uomo cerca
nella donna la propria morte per essere da questa restituito ad una
condizione di eternità ed immortalità. La donna viene a rappresentare si una
dèa, ma la dèa Madre per eccellenza, cioè la Materia, Gea, Rhea, Hera, che
possiede il potere di distruggere e di ridonare la vita. Poiché una tale
condizione di fatto non appartiene alla donna quale si vede esteriormente,
l'uomo la deve creare con l'esercizio delle proprie facoltà immaginative,
sicché può propriamente dirsi che si tratta di "un'esasperazione" del
femminino, tanto più efficace quanto maggiore è la sua ipostasi nella donna.
In altre parole l'uomo conosce il femminino nella misura in cui sia meno
uomo, in cui si renda il più possibile simile alla donna, perché egli crea
quest'ultima nella propria partner, vedendovi la DONNA, la sua forma
archetipica che è madre ed amante in un rapporto incestuoso col suo paredro
e poi signore. Per creare la DONNA nella donna, bisogna cederle parte della
propria energia mentale, come la famosa "costola d'Adamo", frutto in realtà
della scissione psichica di un unico essere androgino. In questo processo la
partner è ben lungi dall'essere una dèa, quanto piuttosto un grazioso
manichino addobbato degli abiti più sfarzosi, perché ciò che invece è
realmente DONNA si trova nell'UOMO come un potere inespresso per risvegliare
il quale ci si serve di una partner femminile come uno strumento, come una
macchina per il body-building o come giustamente ha detto Filippo, come di
uno specchio che riflette il femminino che è in noi.
Ora la differenza col processo ad un vaso è semplicemente nel fatto di un
appoggio esteriore assente nel primo ed in fin dei conti non necessario,
giacché il dogma dell'alchimia è che l'Opera si trova in ognuno di noi
perennemente e non occorre altro che in noi cercarla, e per "noi" intendo il
singolo individuo. Il femminismo, inteso nel suo significato più diffuso,
pone degli ostacoli tanto esteriori quanto interiori ad una pratica di
coppia, perché complica il rapporto nella misura in cui la donna si senta
strumento ed esasperando la propria femminilità ed i relativi connessi
sentimenti di gelosia e possessività, ceda a passioni distruttive che la
possano portare ad atti inconsulti, tipo suicidio o omicidio. Che le
pratiche tantriche siano altamente pericolose non è un segreto e comunque,
torno a ripetere, è questione di punti di vista.

Cyllenius


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#30124 From: "Cyllenius" <cyllenius2005@...>
Date: Wed Nov 3, 2004 9:21 pm
Subject: R: FuocoSacro Re: Uno o due vasi (Cyllenius)
cyllenius2005
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_____

Da: Erica [mailto:lux.increata@...]
Inviato: mercoledì 3 novembre 2004 21.19
A: fuoco_sacro@yahoogroups.com
Oggetto: FuocoSacro Re: Uno o due vasi (Cyllenius)



Pax Soleada,
scusa l'intromissione, non mi pareva che Cyllenius sostenesse che la
donna nel tantrismo è strumentale all'evoluzione spirituale del
partner.

In effetti no, non deve, lo ha.

Questo era quello che invece sosteneva Evola, in modo nemmeno tanto
velato, facilmente deducibile dall'accostamento all'argomento da un
punto di vista esclusivamente maschile, con mille preoccupazioni
circa le caratteristiche fisiche della donna e nulla di più...

Beh, si tratta di preoccupazioni documentate, non inventate, come hai potuto
leggere nel mio ultimo messaggio sull'argomento cui non hai più risposto.

Nel tantrismo orientale, quello autentico, mi pare invece che vi sia
più considerazione per la donna, anche se a volte certe posizioni
dottrinarie tendono a vedere il femminile come il mezzo per
realizzarsi ma non lo ritengono degno di realizzazione.

Non credo che la morale o il costume c'entrino molto, quanto piuttosto la
tecnica.

Una celebre
orientalista ha scritto che l'uomo talvolta tende ad usurpare e
incamerare il potere generativo a fini spirituali.

Il potere generativo femminile però a sua volta tende ad usurpare ed
incamerare il fecondante maschile, perché forse ciò che non appare ovvio a
molte donne moderne nell'epoca delle banche del seme, è che la Terra ha
bisogno dell'acqua del Cielo per essere fertile e produrre i suoi frutti.
Con la differenza però che il Cielo dà e riprende la propria acqua
attraverso l'evaporazione prodotta dal Sole, mentre l'uomo dà il proprio
seme alla donna e ne ricava un bambino, cioè un'ulteriore catena. In realtà
il procedimento tantrico a due vasi non è che l'imitazione di un fenomeno
naturale come questo: il Cielo, cioè il maschio, riversa la propria acqua
sulla Terra, la femmina, ma non fa in tempo a bagnarla che se la riprende
per mezzo del Sole e quindi di tutti i significati simbolici che gli sono
ascritti.

In ogni caso, il nucleo della mia domanda in lista era altro: a chi
si addice la via ad un vaso e a chi quella a due vasi? E possibile
scegliere, quali sono le indicazioni e controindicazioni?


Suppongo che entrambe perseguano lo stesso scopo con mezzi diversi,
interiori la prima ed esteriori la seconda. Non dico questo perché ritengo
che nella seconda non vi siano procedimenti interiori, ma solo perché ho
l'impressione che questa favorisca una maggiore esteriorizzazione, e forse
la risposta che si può dare alla tua prima domanda, rimanda alla classica
distinzione tra temperamenti introversi ed estroversi. La via a due vasi
sembra conservare almeno un'apparenza di normalità, una sorta di
integrazione col sociale e con l'esteriorità attraverso la sessualità, ma è
controindicata a chi consideri la tranquillità esteriore, l'assenza di
tempeste nell'animo altrui, necessarie alla pratica. Pensa a quello che
accadde a Crowley quando si seppe quali riti erano praticati nella sua
abbazia in Sicilia ... ma avrebbe potuto andargli molto peggio. Invece le
maggiori difficoltà della prima sono nell'interruzione degli ordinari
rapporti col sociale, con la quotidianità, perché il ritiro interiore non
manca di manifestarsi anche all'esterno attraverso una vita molto scarna di
relazioni umane, ed è quindi controindicata alle persone che non possono o
non vogliono privarsi di ogni contatto umano. Per rendere plasticamente il
concetto, potrei dire che in un deserto c'è chi crepa di solitudine e chi
invece vi acquista la vita eterna. È questione di temperamenti.


  Cyllenius






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